Gita Sociale nella Tuscia

Sul filo di lana dell’anno lionistico il nostro Presidente ci ha portati in gita nel cuore della Tuscia laziale a Viterbo e dintorni. Una “pattuglia” di sei leoni, accompagnati dalle consorti, hanno deciso di trascorrere insieme una tre giorni all’insegna dell’amicizia scegliendo una meta non impegnativa che desse la possibilità di coniugare le passioni comuni: eno-gastro-cultural-sportive.

Il primo giorno dopo una visita al Palazzo Farnese di Caprarola, dove splendidi affreschi decorano le pareti interne senza soluzione di continuità, un piacevole pranzetto riva lago di Vico, un bijoux, stando bene attenti a evitare i pesci locali (per fierezza tirrenica) dal menu.

Alla sera passeggiata in centro di Viterbo, notevole il quartiere di San pellegrino, con cena in una piazzetta addobbata da luci e colori che sbucavano dal perimetro alberato ed invadevano i tavoli del ristorante «Magnamagna» (nomen omen) con turisti che, come noi, convolti nella cronaca della finale di Champions affogavano le delusioni nel vinello locale scelto come al solito dal nostro sommelier “portatile” Lino.

L’indomani partenza per la bellissima Orvieto che, dopo un’oretta di auto, ci accoglieva maestosa sul poggio per rinfacciarci la spudorata bellezza del suo Duomo con le sue cappelle rinascimentali di San Brizio e Corporale. Alla sera rientro alla base di Viterbo e, «ariborda», cenetta in piazza ma, stavolta, un po’ deludente.

Nel ritorno la decisione volante nel cambiare itinerario e raggiungere Pitigliano, gemma toscana dal carattere ruvido, che però ci riserva piacevoli sorprese specie nella visita al suo ghetto dove anche noi ci facciamo contaminare indossando la Kippah per entrare nella sinagoga e proseguire nei meandri sotterranei scavati nel tufo qui troviamo forni macellerie tessiture cantine bagni: rappresentavano il vivere quotidiano con rituali ebraici che ci fanno “pensare” sia alla durezza della vita comune che all’isolamento cui erano sottoposti. In ultimo un exploit: abbiamo infatti imbroccato un ristorante ( Il Tufo Allegro) che si è rivelato la chicca culinaria della gita con piatti di tradizione maremmana, accompagnati da vini scelti mirabilmente dall’esperto Lino, suggellando così nel migliore dei modi la nostra gitarella subito prima del ritorno dove peschiamo l’immancabile coda dei vacanzieri di ritorno dal ponte.

Hanno partecipato: Emanuele e Silvia; Ivo e Sonia; Valerio e Antonella; Lino e Lara; Stefano e Daniela; Stefano e Stefania Valerio Olmi