
Ringrazio tutti voi presenti, e coloro che già a stampa sono menzionati: Francesco Villani per avere accolto l’iniziativa, Ivo Baggiani per la sua prosecuzione, Francesco Colucci per la sua perseverante collaborazione, Fabrizio Mannari per la pubblicazione e tutti coloro che in vario modo hanno collaborato, e che non sono a stampa ma tra questi, voglio ringraziare pubblicamente l’amico Massimiliano Fantacci e il nostro Presidente Lino.
Questa pubblicazione trovò origine con la perdita di una notevole quantità di cartoline illustrate a causa di una alluvione a casa mia. Dopo l’ingente distruzione della raccolta, non volli arrendermi all’evidenza e fruendo di quella parte più antica, salvata al piano primo, cominciai a selezionarle per tipologie di materiali, di cultura, di storia e tecnica, talvolta architettonica. IL PONTE è parte della strada, è il luogo dove l’uomo dovette fermarsi di fronte all’ostacolo della natura come il mare, il fiume, la gola. Superò il primo con un galleggiante che si spostava da una sponda all’altra. Per gli altri ostacoli trovò in natura di volta in volta col suo ingegno, i materiali atti allo scopo.
Inizialmente si muoveva a piedi o con animali da soma superando o aggirando a terra gli ostacoli ma l’invenzione della ruota richiese percorsi più regolari e minori pendenze. Secondo Erodoto ciò avvenne 3.500 anni A.C. ed altri autori la ritengono ancora più antica. La Persia ebbe strade coi ponti con una via da Susa a Persepoli. La Grecia non ebbe grandi viabilità per le rivalità tra le Polis e per l’asperità del suolo; si serviva ancora di quelle residue di Micene di cui parlò Omero ed ebbe la Egnazia, unica via romana. Subì due assalti con ponti di barche da parte di Dario e Serse. L’Egitto aveva il suo massimo spostamento di merci e di persone sul Nilo ma, gli Hisos nel 1660 avevano introdotto nel vasto territorio i cavalli e nei successivi secoli 1200 e 500 A,c. i traini erano eseguiti coi buoi.

Anche In India durante l’Impero di Alessandro sembra vi fosse una vasta rete viaria e con ponti smaltati fiancheggiati da piante di ogni specie coperti da frutti gialli.
Di quelle tracce storiche non vi è immagine fotografica, mentre e il nostro libro tratta di ponti sulle cartoline illustrate che all’epoca interessata, erano il solo veicolo di immagini che correvano da un capo all’altro del mondo.
Tutti hanno funzione di unione Mi preme ricordare che a livello culturale, dei ponti si sono interessati il Leon Battista Alberti, Andrea Palladio, lo Scamozzi, Pier candido Decembrio , Giulio Bergamin, salvai le più antiche, viaggiate da una parte all’altra del mondo che nacquero ai primi del 900, e si chiamarono ricordi , pressoché in disuso con la fine del secolo scorso e il Filarete, e durante un periodo di intensi studi filologici dedicati al ponte di Cesare, a cura di Fra Giocondo e Guillaume Budè, fu pubblicata l’enciclopedia «Diderot e D’Alambert» con l’edizione livornese dell’Abate Serafini e Gonnella, sotto il patrocinio di Leopoldo II. Si cimentarono tutti nello studio del ponte ligneo di Cesare ma con grande incertezza sul vero segreto congegno della «fibula» probabilmente opera di Vitruvio.

I ponti, hanno tutti il profondo significato di Unione.
Francesco Colucci ha chiuso l’intervento con dei cenni sulla manutenzione dei Ponti con riferimento al Ponte Morandi e ad alcuni fra i Ponti più innovativi degli anni 2000.
Walter Genovesi riceve il riconoscimento per la presentazione di un socio
