La pagina del Presidente — notiziario n.4, febbraio · marzo 2017

Francesco Villani

Francesco Villani

Cari Amici Lions,

un «Club eretico, si merita un Presidente altrettanto eretico», sono queste le parole di un socio, allorché l’assemblea ha respinto la proposta di modifica dello statuto richiesta dal GLT, e per questo mi sono preso la partaccia dal responsabile distrettuale degli statuti; ma non me ne importa niente: l’autonomia del mio club, ed il volere della sua assemblea è per me più importante delle capziosità del distretto, e su questi punti mi troverete sempre, ora alla testa, poi al fianco, di tutti i soci, e dei Presidenti, che vorranno salvaguardare l’autonomia di questo piccolo ma fiero Club.

Un altro appunto mi è arrivato dal Governatore, perché il nostro manifesto di «Lions in Piazza», non è conforme a quello distrettuale; a parte che il nostro è più bello, e di questo devo ringraziare tutta la commissione che come al solito ha lavorato benissimo; ma se il distretto intende intervenire anche sulla grafica dei manifesti delle nostre iniziative, evidentemente il principio dell’indipendenza dei singoli clubs è venuto meno, oppure questo club si è perso qualcosa.

Spiace comunque constatare che le parole nella mia relazione al Governatore sono rimaste lettera morta: «……la sempre più elevata burocratizzazione dell’associazione, non aiuta certo a mantenere legati i soci; si può, e si deve immaginare una semplificazione amministrativa in tutti i settori e nelle organizzazioni come la nostra in particolare, per concentrare le risorse e le energie verso un funzionamento di eccellenza, finalizzato al servizio per la comunità, con il poco tempo che i soci hanno a disposizione, evitando anche ormai inutili formalismi, anacronistici per i tempi che viviamo».

Mi sembrava doveroso parteciparvi di questi due «appunti» che ho ricevuto, che non alterano certamente il mio ed il vostro impegno; tutte le iniziative che abbiamo intrapreso, e quelle portate a termine, hanno sempre riscosso successo e gratitudine tra la gente della nostra comunità, e questa è la miglior moneta con la quale siamo stati ripagati.