
Paolo Mandrich
Assumendo per la seconda volta ,in 14 anni, la carica di Presidente del nostro Club mi sono chiesto che cosa avrei potuto portare di nuovo , io, un socio anziano, ad un club che in 54 anni ha partecipato alla risoluzione di molteplici bisogni della collettività , un Club che si è distinto sul territorio per la solidarietà sociale , un Club che si è dedicato ai giovani organizzando centinaia di interventi , un Club Lions ricco di professionalità e con una storia di successi .
Una prima risposta l’ ho trovata nell’ incontro con i giovani del Campo Giovani che ho avuto la fortuna di incontrare nella loro visita nel distretto.
Di fronte a ragazze e ragazzi provenienti dai più lontani paesi del mondo , inizialmente, mi sono sentito un presidente di un piccolo Club, protagonista di piccoli eventi circoscritti al territorio , poi, ascoltando le loro parole , ho provato la consapevolezza di essere un grande Club che fa parte di una grande organizzazione mondiale .
Quando infine un ragazzo turco ha espresso, con entusiasmo , la speranza di trasferire nel suo Paese , da buon futuro Lions , i nostri principi , allora ho provato l’ orgoglio di essere un Lions .
La seconda risposta l’ ho trovata in una frase letta che mi ha molto colpito:
«ogni volta che un nuovo socio entra a far parte di un Club , aggiungiamo una testa per sognare , un cuore per amare , due mani per servire»
Non sto pensando al giovane turco ma a me stesso , questo è quello che io per primo devo portare al mio Club , come fossi un nuovo socio , questo è quello che mi impegnerò a chiedere ad ognuno di Voi , amici Lions , ed ai nuovi soci.
una testa per sognare un cuore per amare due mani per servire
