
COME VORREMMO IL LIONISMO DEL CENTENARIO? Riportiamo qui parte di un questionario pubblicato si LIONISMO (N°2 febbraio) e che vede al N° 41 un interessante contributo del nostro Segretario Baggiani.
Si tratta di argomenti molto importanti per il futuro della nostra Associazione e che sarebbe utile dibattere anche all’interno del nostro Club, per cercare di F migliorarci, di progredire, e di adeguarci ai nuovi tempi ed alle nuove sfide che ci attendono.
Magazine Ho più volte pensato cosa e come fare per sti-
E 9 molare sempre più il club e i soci ad uno spi-
erito lionistico più «ampio». Voglio dire che dobbiamo imparare a partecipare a grandi service/eventi a livello internazionale. La visibilità dei nostri principi e dei risultati umanitari si ottengono con grandi azioni. Il voler operare troppo spesso a livello locale toglie visibilità e mezzi a service molto più qualificanti se gestiti in maniera univoca e più aggregata.
Già il passare da una visione locale ad uno scenario più ampio darà maggior visibilità al lionismo ed in particolare esalterà i risultati che questo può raggiungere proprio grazie alla partecipazione di tutti! Il singolo club ha mezzi limitati e poco può fare per i service «visibili» che superino i confini territoriali del club!
Credo che la lotta al morbillo sia un caso eclatante di come il Lions possa e debba operare a livello internazionale per il raggiungimento di un obiettivo comune come quello della salvezza di poveri bambini quotidianamente insidiati da una malattia che per le loro condizioni generali rappresenta la morte.
Allora è con orgoglio che ciascun club dovrebbe partecipare a questa lotta per la sopravvivenza dei 303 bambini che ancora ogni giorno muoiono per mancanza di vaccini. Come si può negare questa evidenza e come sì può non aderire a questa iniziativa? Io mi sto dando da fare da tempo con il mio club per la raccolta di fondi da destinare a questo fine umanitario e farò tutto il possibile perché si possa continuare a sostenere la campagna di vaccinazione con sempre crescente successo.
Quindi io vedo un «Centenario» di Lions aggregati nel raggiungimento di un grande unico progetto di grande impatto umanitario uscendo così dal limitato territoriali smo in cui spesso ci orientiamo. Il singolo non vince, ma vince il Team e credo che i Lions ne siano capaci. Allora
avanti tutta!
4 () attenzione all’andamento numerico dei soci, che e le statistiche ufficiali interne danno decrescente in modo preoccupante, se non vuole arrivare «anemico» al Centenario . Il Club Lions sta perdendo capacità di attrazione verso il mondo esterno e parallelamente ha difficoltà a trattenere i suoi preziosi soci. Vorrei esporre la mia personale interpretazione di ciò che da anni sta accadendo con poche parole magari crude ma schiette, Il lionismo e la sua emanazione territoriale. il club, per essere «desiderabile» deve mantenere rigidamente le sue principali specificità; deve essere elitario, selettivo, culturalmente elevato, deve salvaguardare l’integrità dei suoi rituali, deve mantenere ben saldo il principio dell’accesso tramite cooptazione. Se l’ambiente dei club deriva lentamente, sia nei modi di presentarsi che nella gestione operativa, verso il modello dei circoli parrocchiali, degli enti di beneficenza, delle pubbliche assistenze ed assimilati non ci sarà modo di frenare l’emorragia dei soci. Questa deriva lenta, in atto da
Paolo Biondi 1° Vicepresidente del Lions Club Firenze

Il lionismo del centenario dovrà porre molta
qualche tempo è all’apparenza inarrestabile, ci fa perdere quell’alone di esclusività che ci differenziava totalmente dall’indifferenziato mondo delle mille onlus che ci circondano e per ciò stesso rendeva molto ricercata l’accettazione e l’ingresso nei club.
I club, elementi fondanti del lionismo, non possono essere «francescani» nei loro comportamenti, per il semplice motivo che non sono stati pensati nel 1917 come succursali delle parrocchie bensì come efficienti gruppi di liberi cittadini che si mettono al servizio del territorio dove vivono, in forma gratuita, agendo anche in forma di stimolo ed indirizzo ai governanti locali. Le loro spese per i rituali che ora molti lions «radical-pensanti»’ definiscono «inutili e costosi», e parlo degli omaggi. degli inviti alle autorità, delle cene, dei fiori e degli ambienti eleganti sono necessari ed opportuni quanto i service stessi,
Con trenta anni di lionismo alle spalle posso dire di aver purtroppo notato il progredire di queste tendenze trasformiste. Se vuole sopravvivere in fedeltà all’interpretazione originaria del suo fondatore il lionismo deve avere la forza di recuperare l’esclusività blasonata che aveva e dovrà avere oggi e sempre, come ieri, L’alternativa è la scivolata verso la tipologia di grande onlus a carattere benefico, con un cambiamento radicale del suo inquadramento sociale e della tipologia di compagine sociale, ma non sarà più «Lionismo» con la L maiuscola
ed i due leoni.
4 1 nella società con unità di intenti, con azioni e poste al fianco delle istituzioni, con intelligenza e competenza professionale, e non in un anacronistico assistenzialismo. L’azione Lions in mezzo alla gente e per la gente dovrebbe essere a sostegno dell’azione pubblica, per la promozione socio-culturale della comunità nella quale opera.
Con la missione della disponibilità a servire, ovvero ad essere utile alla comunità, per fare agli altri quello che ciascuno, da solo, non potrebbe realizzare.
I Lions-che personalmente auspico da sempre sono uomini e donne di buona volontà che scelgono di mettere la loro esperienza di vita, la loro capacità professionale, il loro tempo, lavoro e parte del loro denaro al servizio della Comunità, senza alcun fine di Incro, ma solo per la soddisfa-
zione, grande, di contribuire alla sua crescit 4) vissuto questa diatriba dei soci da aumentare e e soci da non fare dimettere. Per troppo tempo, ritengo, sì è puntato sull’aumento del numero dei soci indipendentemente dalla loro qualità e si è favorito la scissione e creazione di nuovi club.
Tutto questo a mio avviso è risolvibile molto semplicemente ammettendo soci motivati e con lo spirito del servizio innato: è inutile cercare personalità di spicco della società da ammet-
Alberto Nannoni Lions Club Piombino — MIF
Il lionismo che vorrei dovrebbe poter operare
Sono un socio lions da otto anni ed ho sempre
