
I LIONS CLUB CECINA E LIVORNO PORTO MEDICEO con la preziosa collaborazione del BIKERS LIONS CLUB MD 108 ITALY ORGANIZZANO IL
1° MOTORADUNO DELLA COSTA ETRUSCA il 5-6 e 7 APRILE 2013 ….VENITE A CAVALCAR TRA L’ONDE, CORRETE A ZIGZAGAR TRA LE COLLINE….

La cronaca dello storico evento ci viene fornita dall’ arguta e spiritosa penna del nostro Luca Muzzati
Oh ragazzi, anche dal nome poteva essere un naufragio, senza contare il tempo che dava pioggia, ma invece è andato tutto benissimo…ma come dicono sempre il Peccianti, il Serchi e il Di Nardo…meglio procedere per gradi…

Doveroso preambolo… Faceva freddo quella sera di febbraio, per fortuna però nella locanda «Antica Senese», situata in uno dei più veraci borghi della vecchia Livorno, la temperatura era artificialmente elevata dal vino, dagli spazi angusti e dal peperoncino nelle cozze ripiene…»Bisogna per forza passare da Bolgheri!», «Cerchiamo di utilizzare un viticoltore che ci ospiti!», «Con l’Hotel Palazzo ci parli te!»,«Chi si occupa dei Carabinieri?», «La contabilità la tieni tu, vero?» etc.etc., tutti a dire la loro e tutti a cercare di fare il meno possibile in un casino indicibile, ma il dado ormai era tratto, ed essendo noi fondamentalmente dei brodi, non potevamo più tirarci indietro…E’ nato così, tra un Forza Livorno!, un Pisa M…! e un Viva la T…!, seduti intorno a un tavolino, mezzi briai e senza ren‐
dercene del tutto conto, il 1° Motoraduno Lions della Costa Etrusca. In effetti, viste le premesse, poteva veramente finire con un naufragio colossale…


L’allegro comitato organizzatore (le maiuscole mi sembrano veramente di troppo…) era composto, in pieno spirito lionistico, da un misto di soci (altra maiuscola doverosamente saltata) del L C Livorno Porto Mediceo e del L C Cecina. Purtroppo per Cecina i rappresentanti erano il Muzzati, che poi sarei io, e il Villani, che poi sarebbe lui, per cui una gran figura, meglio dirlo subito, non s’è fatta…comunque era per dire che la cosa è nata come un intermeeting e come tale è proseguita.
«Oh, ma s’è iscritto qualcuno?» – «No, ancora nulla…te l’avevo detto io che era meglio farlo l’anno prossimo» – «Porca miseria! Quasi quasi mi iscrivo intanto io, che dici, magari porta bene»‐«Eh, potrebbe essere un’idea, vabbè ciao»‐«Ok, bona…» … questo era lo sconsolato tono delle telefonate nei giorni seguenti la pubblicazione ufficiale del programma fra il sottoscritto (eletto a mia insaputa tesorieresegretarioredattorecontabileresponsabileamministrativoinsomma meroimpiegatuccio) e il Diddi del LC Livorno P.M. (autosieletto presidentegeneralemegaresponsabileditutto insommailnumerouno) … Però, avvicinandoci alla scadenza, le iscrizioni sono cominciate ad arrivare, e alla fine abbiamo temuto che fossero pure troppe per essere ben gestite…


Ed ecco il vero inizio… Fra uno scarica barile e l’altro siamo così arrivati al giorno fatidico dell’inizio ufficiale del motoraduno… «Maremma annacquata! …Piove!» questo il sintetico pensiero di tutti i partecipanti il giorno 5 aprile, data della partenza. Il solito Giove Pluvio c’aveva messo lo zampino anche ‘stavolta, sapendo bene che, dopo le indecise vecchiette in bicicletta, l’acqua è il nemico pubblico numero uno dei poveri centauri… Mesti, mesti, io e il Panatta ci siamo recati all’Hotel Palazzo di Livorno ad accogliere i bikers provenienti da mezza Italia. I primi ad arrivare naturalmente sono stati i primi organizzatori di tutti i motoraduni, ovvero quelli di Montalcino. Sono stati talmente veloci che addirittura uno di loro si era dimenticato di iscriversi… «Vai!, iniziano i casini contabili, ora chi lo sente l’Angiolini…». Ma la felicità di ritrovare quelli che ormai son da considerare vecchi amici (vecchi in tutti i sensi: uno è oltre i 70 ed è più di là che di qua) è stata superiore a tutto il resto!
Piano, piano, sono arrivati anche tutti gli altri: i livornesi (non è che avessero viaggiato molto), la banda di Sanremo al completo, il buon Erbacci da Forlì, Renzo da Parma, e poi Urbino, Siena, Grosseto, le Langhe…un bel successo no? Tutti contenti di ritrovarsi e fieri della propria impresa di essere arrivati sotto un acquazzone…e tutti affamati come lupi! Per cui…via al ristorante! Sì, lo stesso della famosa riunione del comitato organizzatore… Il primo problema non calcolato del motoraduno si è così paventato immediatamente: siccome piove, bisogna trasportare i soci in auto; ci sono le auto? Sì, bene. Ci sono i parcheggi vicino al ristorante? Col cavolo! Dopo mezzora che facevo la trottola in quei vicoli e vicoletti, sono riuscito a lasciare la macchina in curva su un marciapiede in divieto di sosta chiudendo un motorino. Roba da ergastolo! No, dai, da ergastolo no, ma da mani nel muso se incontravo quello del motorino…sì! Si inizia bene ‘sto motoraduno: con le multe per aver parcheggiato male le auto… Ma chissenefrega!!! Di corsa al ristorante a raggiungere gli altri… Che risate! Non ci si entrava! Praticamente ogni volta che passava qualche cameriere ci cascava una cozza nel colletto! In compenso s’è fatto ‘na mangiata…! Riso nero, cacciucco e ponce. Alla Charter vi dico com’era: verso giugno dovrei aver digerito… Infatti mezzi soci hanno preferito tornare all’Hotel Palazzo a piedi… Comunque al ristorante c’è stata la prima sorpresa, cioè il gadget: compreso nel costo dell’iscrizione, il comitato aveva predisposto per ogni partecipante delle magliette amaranto molto simpatiche e apprezzate da tutti. Ora il Club deve però pagare 24 miliardi di euro di royalties alla Coca‐Cola…

La mattina dopo: «Accipicchia! Uno spicchio di solicchio salta all’occhio! Ma da qui si vede Procchio!» (… per la serie che a noi Ungaretti ci fa ‘na ….) Bene! Inforchiamo la moto e ci rechiamo all’appuntamento presso l’Hotel Palazzo dove alle 9,30 in punto più altri 20 minuti di ritardo partiamo destinazione circuito di Montenero. Il serpentone di 25 moto più tre disgraziati con il motorino, si insinua senza problemi nel traffico cittadino (oh, le rime mi vengono così…), e con fare beneaugurante il Diddi sceglie un itinerario che ci porta a passare tutti davanti al Cimitero Comunale…Arrivati a Castiglioncello troviamo cinque baldi giovani ad aspettarci: i due carabinieri, il bimbo del Villani, quello del Muzzati e un altro ragazzo conosciuto ormai da tutti col nome di KTM. Era la tanto attesa scorta! Dopo pochi metri, i bimbi, KTM e i due carabinieri ci avevano già seminato… Dopo averli recuperati a Vada, gli abbiamo spiegato che con noi non c’erano Agostini e Lucchinelli, ma addirittura il povero Landucci con l’Honda SH del babbo della su’ moglie che gli aveva imprestato a patto che non lo mettesse in moto… Chiarito l’equivoco, la scorta è stata davvero impeccabile: si voglia intendere questa cronaca anche come un encomio per i ragazzi. La prima sosta s’è fatta a Bolgheri. Ora, io lo so che noi ci siamo abituati a Bolgheri, ma mica tutti ce l’hanno a due passi! Gli amici motorizzati sono rimasti veramente estasiati dal borgo e dal famoso viale (ma come si chiamano quegli alberi di lato?…belli davvero, ci sarebbe da scriverci una poesia!) . Caffè per tutti!! A proposito Francesco, magari mi dovresti ridare quei cinque euro che ti ho anticipato…
Per il pranzo ci attendevano a Casale, presso il ristorante Le Volte. Si chiama così perché se alle volte ci venisse il pensiero di ritornarci, ci hanno detto che è l’ultima volta che ospitano un carrozzone come il nostro… Oh, ma se si è richiesto quattordici volte di riportarci il prosciutto non è mica colpa nostra!!! Davanti al ristorante la foto ricordo (visto che è l’ultima volta…). Faccio presente che come a tutti i motoraduni che si rispettino, nel frattempo c’era già chi si era imparentato con l’asfalto: un membro di Livorno, ex‐ufficiale di marina, così come era solito fare un suo collega nostro ex‐socio, nel parcheggiare la moto perdeva l’appoggio e si andava a schiantare di testa (ma col casco) su un palo della segnaletica riportante il simbolo di divieto di sosta. Figuratevi che dalla razza di suono sordo che è riecheggiato nel paesello è uscito il parroco tutto trafelato a dire che non era stato lui e a rimandare le vecchiette a casa…!!!

Il pomeriggio è passato del tutto tranquillo con il lento e ondeggiante rientro all’Hotel Palazzo, passando per Rosignano Marittimo, Castelnuovo, Nibbiaia e il Romito (è qui che il Bonacci di Montalcino ha esclamato stupito che c’era il mare…), e poi tutti in branda a rilassarsi prima della cena di gala.
La cena in realtà si doveva fare a Livorno, ma i padroni del locale, avendo parlato con il ristoratore de Le Volte, all’ultimo momento ci hanno deviati all’Astragalo a Castiglioncello. La perfetta organizzazione del comitato era riuscita comunque a recuperare un pulmann per il tragitto Hotel Palazzo‐Castiglioncello‐Hotel Palazzo senza così obbligare i commensali all’astemia e ai blocchi di digestione per la temperatura comunque ghiaccina. Quindi tutti erano rilassati. Meglio, perché anche qui non è che si stesse proprio larghissimi…il Santini ha dovuto chiedere il cavatappi per tornare a casa…! Ad attenderci erano presenti numerosi soci di Cecina e qualche rappresentante di Livorno (club che però più che bilanciava con tanti bikers presenti). Le cariche lionistiche c’erano, i rispettivi cerimonieri c’erano, i labari c’erano, la campana c’era: sì, era proprio un intermeeting in piena regola.
La serata è stata allietata dall’immancabile premiazione dei partecipanti al motoraduno: un premio al più giovane (Azaria, il bimbo di Luca e Barbara Spada da Sanremo), un premio al primo iscritto (Gabriele da Forlì, che è anche il fotografo ufficiale dei raduni), uno al biker venuto da più lontano (Luigi dalle langhe piemontesi) e uno al Club più rappresentato (che una volta tanto non abbiamo vinto noi di Cecina, ma che finalmente ha visto premiato Montalcino che in tanti anni la coppa l’ha vista solo dal macellaio). Anche il buon Franco Biancani ha raccontato la sua barzelletta rimata strappando applausi da tutti i camionisti presenti! L’occasione è stata colta pure per la vendita di pins portafortuna (il cui ricavato verrà destinato a futuri services) e per la presentazio‐
ne dei due prossimi motoraduni in quel di Forlì e in Provenza. Un successone! Per l’occasione c’erano anche Paolo Mandrich e Maria Pia con le nipotine, ma dice che erano venuti solo per riprendersi il motorino …
La mattina dopo, verso le dieci, dieci e trenta, ci siamo ritrovati ancora davanti all’Hotel Palazzo (sì, lo ammetto, mi danno trenta euro ogni volta che scrivo il nome…e sono già a 240 euro!!!). Si doveva andare a visitare la prestigiosa Accademia Navale di Livorno, ma poiché la notizia della testata rimbombante di un loro ex‐ufficiale rimbombava fra i corridoi dell’edificio, si vergognavano troppo e non c’hanno aperto le porte con la scusa che eravamo troppo chiassosi. La perfetta organizzazione del comitato è riuscita comunque a sopperire brillantemente anche a questo intoppo, deviando il serpentone su un pittoresco e affascinante giro in battello sui fossi della vecchia Livorno. Ma lo sapevate voi che Piazza Grande è in realtà il più largo ponte al mondo? No?… E infatti non è lei, ma Piazza della Repubblica! Po’ po’ di ciuchi! E così siamo arrivati ai saluti generali. I fazzoletti si sono sprecati… Non è possibile separarci così, come faremo a resistere fino a fine aprile (quando ci ritroveremo tutti a Forlì, ndr.) senza vederci? O meglio, per me è facile, ma per voi? Ma vi volete portar via il Villani che vi si regala? Etc. etc. Insomma, è finito così il 1° Motoraduno della Costa Etrusca, quello che non è naufragato, ma che alla fine in barca c’ha portato per davvero!
EPILOGO… Da buoni responsabili organizzatori, sapendo che gli amici di Sanremo volevano andare a visitare una certa piazza con una bizzarria architettonica al suo interno, io e il Diddi ci siamo offerti di accompagnarli, anche se, rimanga tra noi, non avevamo la più pallida idea di dove andare… Chiedendo in qua e in là, dopo un tragitto tortuosissimo per far perdere le tracce ai satelliti spia, ci siamo ritrovati in questa cittadina dove effettivamente abbiamo trovato una piazzetta con tre dimessi monumenti recentemente imbiancati. Per dovere di cronaca si riporta la foto nel caso qualcuno dei lettori riconoscesse il posto e ci volesse dare notizie in proposito…Comunque ora è finita davvero, non mi resta che dirvi: «Hotel Palazzo, Hotel Palazzo, Hotel Palazzo!»
Luca



