
20 aprile 2013
MEETING CON SIGNORE ALLA FATTORIA «IL CASONE» . Vada

Serata ricchissima di avvenimenti, iniziata con una interessante conferenza del Prof. Baù, (Presidente dell’Archeoclub di Livorno), e che ha visto quindi l’ingresso nel Club di 2 nuovi soci, e la consegna del «Melvin Jones Fellow» a Don Reno Pisaneschi e a Franco Biancani.
IL PROF. BAU’ PARLA SUL TEMA:

«DE REDITU SUO». IL VIAGGIO DI RUTILIO NAMAZIANO: UN PERCORSO STORICO ARCHEOLOGICO.
Norberto Baù – un amico consolidato del nostro Club ‐ con l’aiuto di efficaci proiezioni dal suo PC, e con la sua nota e consueta lucidità di esposizione, ci ha raccontato la vicenda di Rutilio Namaziano, un influente personaggio del tardo e decadente impero romano (siamo a cavallo tra i quarto ed il quinto secolo d.c.), il quale – dopo avere vissuto il sacco di Roma da parte dei Goti di Alarico del 410 .c., ed avere ricopertodal 413 al 415 – la carica di Prefetto dell’Urbe (una specie di Sindaco di Roma dell’epoca), intraprende il viaggio «di ritorno», da Roma alla Gallia Narbonense, dove si trovano i latifondi di proprietà della sua famiglia.

Il viaggio, effettuato via mare a causa della impraticabilità della via Emilia Scauri (la Via Aurelia) e con una flottiglia di piccole imbarcazioni, per via della stagione (siamo in autunno, la stagione del «marte clausum»), dura un paio di anni, dal 415 al 417 d.c., ed avviene lungo costa con frequenti soste.
Il «de reditu suo» non è altro che il diario poetico di questo viaggio, un poema composto in distici elegiaci – del quale soltanto la parte iniziale è arrivata fino a noi ‐ ricco di numerose
informazioni, sia di carattere politico (Rutilio è un nobile pagano e non riesce a comprendere il nuovo emergente dalla religione cristiana), che di carattere geografico, sugli approdi utilizzati nelle varie tappe e sul loro entroterra (Civitavecchia, Porto Ercole, l’Ombrone, Piombino, Vada, Pisa, Luni, e poi Albenga, per arrivare alle coste della Provenza).
Norberto Baù si è soffermato in particolare sullo sbarco di Rutilio nella nostra zona, a «Vada Volaterrana», effettuato anche per fare visita al suo amico «Albino» (Albino Cecina), proprietario di una villa, descrivendo in dettaglio tutte le ipotesi formulate dagli studiosi circa le caratteristiche e la possibile collocazione sia del punto di sbarco (il porto industriale Solvay), che della stessa villa romana( tra Rosignano e Cecina).

